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SAND CREEK
29 NOVEMBRE 1864 |
E’ il nome attribuito ad un orribile massacro, consumatosi nei territori pellerossa
in Colorado, a circa 200 km da Denver, il 29 novembre del 1864, sulle sponde del
fiume Sand Creek. Il governatore Evans, deciso ad impossessarsi dei territori pellerossa
dopo la scoperta dei giacimenti auriferi e malgrado i nativi avessero acconsentito
ad un temporaneo sfruttamento di tale risorsa da parte dei bianchi, dapprima confinò
gli le tribù Cheyenne e Arapaho in un’angusta riserva sulle sponde del fiume, poi
emise nel 1854 un proclama col quale autorizzava chiunque ad eliminare i pellerossa
di qualsiasi sesso, condizione ed età. Per allontanare i guerrieri dagli accampamenti,
il governo bianco concesse loro di cacciare anche al di fuori della piccola riserva
in cui erano stati confinati. I pellerossa, popolo di grande lealtà ed incline alla
pace, furono facilmente tratti in inganno: i giovani ed i guerrieri partirono per
una battuta di caccia al bisonte per procacciare le risorse necessarie a superare
l’inverno, lasciando sguarniti gli accampamenti con le loro donne, i vecchi ed i
bambini. Il colonnello Chivington, conscio della situazione, organizzò dunque il
“terzo reggimento volontari” del Colorado, 800 uomini della peggior specie reclutati
per cento giorni soltanto, col compito di massacrare quanti più indiani possibile.
All’alba del 29 novembre gli uomini del terzo reggimento entrarono in azione, non
prima di avere assunto forti dosi di whisky per trovare il coraggio di agire con
tanta viltà. Circa 150 tra donne, vecchi e bambini furono torturati, orribilmente
mutilati ed uccisi. Malgrado un formale atto di scuse del governo americano, giunto
oltre un secolo dopo il massacro, le famiglie e la memoria dei defunti non ebbero
mai giustizia: nessuno dei colpevoli fu mai condannato, ne’ in vita ne’ dopo la
morte.
Non occorre essere attenti storici per riconoscere le numerose similitudini tra
l’epoca dei fatti di Sand Creek e quella contemporanea, ne’ essere chiaroveggenti
per prevedere che la natura dell’uomo, se non temperata dall’etica e dalla ragione,
porterà anche in futuro a simili avvenimenti, su maggiore scala. |
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